i rischi dell'email marketing: finire in una blacklist
un giorno tutte le tue mail vengono rifiutate da due dei maggiori provider italiani …
Nei giorni scorsi ho incontrato i responsabili di una azienda (che chiamerò di seguito “Azienda A”) leader nel suo settore in Italia. Questa azienda esiste da decine di anni e da diversi anni è attiva con un sistema di commercio elettronico che da buoni risultati. Però mi segnalano che da qualche giorno le mail che inviano ai loro clienti vengono rifiutate da due dei maggiori provider italiani.
perchè si finisce in una blacklist?
Cercando di capire a cosa può essere dovuto il problema, emerge che qualche settimana prima era stata fatta una attività di email marketing. L’attività di email marketing è stata fornita da una azienda italiana specializzata (che chiamerò “Azienda B”) negli invii su proprie liste “autorizzate e profilate”.
Qualche giorno prima dell’invio sulle liste di terzi l’azienda A decide di fare un test su una lista di propri clienti e va tutto a meraviglia: arrivano diversi ordini.
Poi arriva il giorno fatidico: l’Azienda B fa l’invio per conto di Azienda A su destinatari che non conoscono l’Azienda A. Succede il disastro: il numero di visite al sito è bassissimo, considerato il numero di destinatari (due ordini di grandezza superiore al numero dei destinatari della lista di clienti di azienda A), nessun ordine e le mail inviate da Azienda A a destinatari su due dei maggiori provider italiani vengono respinte.
beffa e danno assieme
Cosa è successo?
- Le mail inviate da Azienda B per conto di Azienda A su liste di terzi sono state considerate non rilevanti per i destinatari. Per questo motivo non sono arrivati ordini
- L’attività di email marketing gestita da Azienda B per conto di Azienda A è stata considerata da qualcuno (persona o filtro automatico) come uno spam. Per questo motivo tutte le mail in uscita da Azienda A e destinate a due dei maggiori provider italiani venivano rifiutate solo se contenevano l’indirizzo del sito di Azienda A
cosa insegna questa esperienza?
Come al solito ci insegna solo una cosa: i consumatori nell’era di Internet non sono i consumatori di prima (… non esistono più i consumatori di una volta …) e non accettano di essere “disturbati” da sconosciuti. Il modo migliore per acquisire nuovi clienti è attirarli con metodi innovativi e secondo i principi dell’inbound marketing. Pensare di trattare i consumatori nel vecchio modo porta solo a spendere soldi inutilmente per ottenere zero risultati e magari finire (come in questo caso) in una blacklist che ci impedisce di raggiungere e comunicare con i nostri clienti
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Ciao Mauro,
bellissimo articolo e buon insegnamento.
Chi lo vuole capire, avrà certamente una serie di esperienze positive
nel suo futuro.
Chi invece continuerà a trattare i clienti nel vecchio stile,
rimarrà dove si trova attualmente.
Senza persone disposte ad ascoltarlo.
Bellissimo articolo e complimenti.
Giuseppe